Domenica 23 Ottobre 2011 16:04

Traduzione per BabelFAmily: Sara Maghini
Mi chiamo Ömer Ocak. Sono nato il 1° maggio 1978 a Kars, nella parte nord-orientale della Turchia. Se mai aveste l'opportunità di visitare questa zona, sarei felice di darvi il benvenuto nella mia città. Alla scuola elementare e alla scuola media non ho mai avuto problemi di salute, né tantomeno problemi scolastici. Anche mia sorella e mio fratello maggiore soffrono di AF. Nonostante fossi stato diverse volte dal medico insieme a loro, i dottori non ci dissero mai che anche io avrei potuto soffrire di AF. Durante il mio secondo anno di scuola superiore, attorno ai 15 anni, ho iniziato anch’io a manifestare i sintomi della malattia, ma mi ci sono voluti ben nove anni per accettarla. Mi sono diplomato alla scuola superiore. Da molto tempo non uscivo di casa, ma sono riuscito comunque a pre-iscrivermi all'università sia all'età di 17 che di 19 anni, non riuscendo però a proseguire negli studi: stare seduto su una sedia a rotelle, specialmente quando non avevo scelta, era davvero dura. Non ho mai ricevuto un supporto psicologico durante questo periodo: non so se sia lo stesso in altri paesi, ma ritengo sia necessario sostenere psicologicamente gli ammalati.
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Martedì 11 Ottobre 2011 21:05
Traduzione per BabelFAmily: Elena Levarda
Ciao a tutti,
mi chiamo Andrei, ho vent’anni e vivo in Romania. I primi dieci anni della mia vita sono stati sereni; per dirla tutta, sono stati davvero fantastici. Ero un appassionato di sport e ne praticavo molti, mi piaceva uscire e godermi la bellezza della natura. I miei genitori, però, hanno sempre notato che avevo qualche problema di equilibrio e di coordinazione. A dodici anni, dopo aver avuto la varicella, che ha aggravato i miei problemi, sono stato da diversi medici e mi sono sottoposto a numerose indagini mediche senza ricevere la giusta diagnosi. Mi è stato solo detto che mi stavo rimettendo da un’infezione causata dalla varicella.
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Mercoledì 07 Settembre 2011 19:59
Tradotto per BabelFAmily da Sara Maghini
Il 14 aprile 1977 era una giornata piuttosto uggiosa in Russia, ma una giovane coppia, un'insegnante e un ingegnere, aveva motivo di festeggiare. Avevano appena avuto una bimba sana e graziosa. Il suo peso era normale, la sua voce era forte, il suo viso era paffuto e mangiava con appetito. I giovani genitori trascorsero un po' di tempo pensando a un nome per la piccola e alla fine scelsero Katya. Il padre si recò all'ufficio dell'anagrafe ma, all'ultimo momento, qualcosa gli fece cambiare idea: nello spazio riservato al nome della neonata scrisse Irina. Anche se sorpresa, la giovane madre approvò la scelta del marito. Ancora oggi, dopo 34 anni, la coppia accetta le scelte l'uno dell'altra, vivendo in amore e in armonia, anche se non tutto è così roseo come potrebbe sembrare.
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Venerdì 24 Settembre 2010 14:56
Traduzione per BabelFAmily: Ilaria Pomo
Buongiorno a tutti,
mi chiamo Jean, ho 30 anni e abito a Lille, in Francia. Sono ammalato dall'età di 14 anni. Prima della conferma tramite test genetico, l'atassia era difficile da diagnosticare con certezza. Ho comunque trascorso gli anni del liceo in uno stato di profonda depressione, chiedendomi cosa sarei diventato... Con la maturità in tasca, optai per un corso breve d'informatica. Era l'epoca della prima sperimentazione terapeutica, con la quale speravo, e credevo, di poter guarire. Fu proprio in quel periodo che incontrai per la prima volta David, anche lui malato di atassia; è stato lui a trasmettermi la voglia di battermi, e ad aiutarmi a diventare l'uomo che sono oggi ... Sulla mia testa ho sempre questa spada di Damocle, ma ora non ho più paura del mio futuro; vivo alla giornata, facendo piccoli progetti. Dato che la mia vita potrebbe essere breve, è senz'altro meglio approfittare di ogni giorno!
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Mercoledì 09 Dicembre 2009 19:49
Ciao a tutti! Mi chiamo Patricia. Sono una ragazza di 21 anni che soffre di Atassia di Friedreich. Sono spagnola e vivo ad Almeria. Ho iniziato ad avere i primi sintomi dell’atassia quando avevo 10 anni. Perdevo leggermente l’equilibrio quando chiudevo gli occhi e, chiaramente, questa perdita di equilibrio aumentava ogni volta di più. In primo luogo mi mandarono dall’otorino. A 12 anni ero “un po’ strana”. Quando facevo ginnastica a scuola, mi accorgevo che ogni giorno andava peggio. Ogni volta camminavo in modo più goffo. Inoltre, mi si stavano deformando i piedi: diventavano cavi e con le dita a martello. Pensavano che fosse la causa per cui camminavo male.
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Sabato 05 Dicembre 2009 23:33
Provate ad immaginare di essere seduti di fronte a un medico che vi dice: “Suo figlio è malato, ha una malattia genetica rara per la quale non esiste alcun trattamento e non si può fare nulla. Torni a casa e ripassi tra un anno, così valuteremo la progressione della malattia”. Questo è esattamente ciò che mi sono sentita dire 2 anni fa, quando a mio figlio, che ora ha 15 anni, è stata diagnosticata l’atassia di Friedreich (AF). Dopo quella veloce visita questa malattia sconosciuta e incurabile è diventata la cosa più importante della mia vita. Prima d’allora non avevo mai sentito parlare dell’AF. Non solo, nessuno di coloro a cui poi avevo chiesto informazioni ne sapeva nulla.
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Giovedì 05 Novembre 2009 22:19
Ciao! Mi chiamo Desirée e ho quasi 26 anni; attualmente vivo a Marbella, però sono di Coin, un paesino in provincia di Malaga.
Questa è la mia storia.
Ho avuto un’infanzia molto felice fino agli 11 anni circa. Verso i 7, 8 anni mia nonna mi iscrisse ad una scuola di danza e flamenco…Tutto andava alla grande fino ai 9 anni quando la mia insegnante di ballo volle iscrivermi all’Accademia di Danza di Malaga (perchè ero molto brava). Mia madre, che nutriva già qualche sospetto dato che anche mio fratello è affetto da AF, iniziò a farmi visitare da molti medici che dopo vari esami a 11 anni mi diagnosticarono l’AF. I miei genitori non mi dissero nulla, ed io continuai la mia vita normalmente. La permanenza a scuola non fu molto semplice, dal momento che, come accade a tutti o quasi i malati di AF, venivo derisa spesso dai miei compagni…
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Giovedì 17 Settembre 2009 17:25

Kyle Bryant (Stati Uniti)
Nella prima parte della mia vita non avevo idea di essere affetto da atassia di Friedreich. Praticavo dello sport e mi comportavo come tutti gli altri bambini. Quando avevo tredici anni, vedendomi giocare a baseball, mio padre notò che in me c’era qualcosa di strano. Inizialmente la mia famiglia pensava si trattasse semplicemente di goffaggine. Ma dal momento in cui la mia coordinazione e il controllo dei muscoli cominciarono a peggiorare, iniziammo ad informarci. Dopo un anno di ricerche io e la mia famiglia scoprimmo che si trattava di atassia di Friedreich, e rimanemmo sconvolti, non sapendo che conseguenze questa mia malattia avrebbe avuto sulle nostre vite.
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